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              Decreto Liquidità: contratti bancari e titoli di credito

              In data 8 Aprile 2020, è stato emesso il Decreto Legge n. 23 (il "DL"). Il DL è entrato in vigore in data 9 aprile 2020 a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

              Tra le diverse misure contenute nel DL, di particolare rilevanza sono quelle in materia di contratti bancari e titoli di credito.

              Date: 09/04/2020

              1. Contratti bancari

              Il DL (1) prevede modalità semplificate per la sottoscrizione di contratti bancari e per l'invio di comunicazioni.

              In particolare, è stabilito che – per tutto il periodo a far data dall'entrata in vigore del DL fino al termine di conclusione dell'emergenza sanitaria attualmente in essere – i contratti bancari conclusi, da banche e intermediari finanziari (2) con clientela al dettaglio (3) mediante consenso prestato per posta elettronica non certificata o altro strumento idoneo soddisfano il requisito della forma scritta ai sensi del TUB e posseggono l'efficacia probatoria ex art. 2702 c.c., anche in assenza dei requisiti di cui al Codice dell'Amministrazione Digitale.

              Quanto sopra risulta soggetto alle seguenti condizioni: 

              (i) i contratti conclusi con le modalità sopraindicate devono essere accompagnati da una copia del documento di riconoscimento in corso di validità;
              (ii) sia possibile identificare in modo certo il contratto che si intende concludere;
              (iii) la documentazione venga conservata unitamente al contratto con modalità tali da garantirne l'immodificabilità.

              Il requisito della consegna della copia del contratto si intende rispettata mediante messa a disposizione su supporto durevole, ferma restando la consegna della copia cartacea alla prima occasione utile dopo la fine del periodo emergenziale. 

              Le medesime modalità utilizzate per prestare il consenso possono essere utilizzare per esercitare il diritto di recesso.  

              2. Scadenza di titoli di credito

              Il DL ha apportato significative novità in materia di "sospensione dei termini di scadenza relativi a titoli di credito" rispetto a quanto inizialmente previsto dal Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9 ("DL 9/2020") (4).

              In primo luogo, il DL estende, su tutto il territorio nazionale, dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020, il periodo di sospensione dei termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore del DL. La suddetta sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente (art. 11, comma 1, del DL).

              In secondo luogo, le nuove disposizioni chiariscono, dandone una interpretazione autentica, il contenuto del precedente art. 10, comma 5, del DL 9/2020 (ora superato dallo stesso DL) con specifico riferimento agli assegni bancari e postali, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti nell’utilizzo e nella gestione di tali titoli di credito. 

              Con riguardo agli assegni bancari e postali, la norma sospende il termine di presentazione al pagamento del titolo a favore del beneficiario. Conseguentemente, la nuova disposizione non impedisce ai beneficiari, che desiderino e siano in grado di farlo, di presentare il titolo al pagamento in pendenza della sospensione. Il titolo continua, infatti, a essere pagabile dal trattario nel giorno di presentazione qualora vi siano i fondi disponibili sul conto del traente.

              Tuttavia, nell’ipotesi di mancanza di provvista, varrà anche per il traente la sospensione della presentazione, con conseguente temporanea inapplicabilità del protesto e della disciplina sanzionatoria dell’assegno. In tale contesto, quindi, non dovrà essere inviato il c.d. "preavviso di revoca" ( ) per gli assegni privi di provvista nel periodo di sospensione. Se, invece, l’avviso di revoca è già stato inviato, il termine di 60 (sessanta) giorni previsto per l’esecuzione del c.d. "pagamento tardivo" ( ) è sospeso. 

              Tutti gli elementi necessari per determinare la possibilità o meno di procedere al pagamento del titolo (quali, ad esempio, la disponibilità dei fondi o la mancanza di autorizzazione), nonché quelli da considerare per ulteriori azioni (ad esempio, il protesto), verranno, quindi, valutati al termine del periodo di sospensione.

              La norma in esame sospense, altresì, la trasmissione, da parte dei pubblici ufficiali, alle camere di commercio dei protesti e delle constatazioni equivalenti levati dal 9 marzo 2020 fino alla data di entrata in vigore del DL. Qualora i protesti siano già stati pubblicati, le camere di commercio devono provvedere d’ufficio alla loro cancellazione. Con riferimento allo stesso periodo, sono sospese anche le informative al prefetto di cui all’art. 8-bis, commi 1 e 2, della Legge 386/1990.

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              Luca Lo Pò

              • Partner // Head of Financial Services and Capital Markets (Italy)
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